START READING
23/06/16 L'ultima stazione del mio treno

I piedi nella sabbia

I piedi nella sabbia

Il nostro tempo è un nido felice in cui vivere senza pensieri.

La libertà è lo sguardo perso oltre un tramonto dai mille colori ascoltando il proprio respiro, osservare i movimenti del petto sincronizzati con la delicata brezza propria dei paesaggi di mare alla sera. Le parole sarebbero un inutile spreco di tempo, fatica e voglia di vivere. Così sarebbe bello rimanere, ad ascoltare le onde e quello che non si dice. Con i piedi nella sabbia loro, sì, liberi sempre.

0 likes no responses
06/04/16 News

Aprile

Aprile

Ciao a tutti questi sono gli appuntamenti di aprile con “L’ultima intervista”:

13 aprile Crevalcore (BO), ore 20.45, La Nuova Libreria del Portico Via Cavour 22, con Alberto Petrelli, letture a cura di Mara Munerati;

30 aprile Copparo (FE), ore 18.00, Biblioteca Comunale Via Roma 28, con “A bocca chiusa” di Stefano Bonazzi, modera l’incontro Patrizia Lucchini.

Vi aspetto

 

0 likes no responses
25/03/16 L'ultima stazione del mio treno

Le morti necessarie

Le morti necessarie

La mano è salda, la mente è forte, l’occhio vede lontano. Il resto è solo la velocità del piombo, l’esplosione del fuoco e la precisione del mio strumento. Dall’altra parte della collina i rumori, gli odori, i colori, che parlano di morte, di un corpo che cade. Le morti necessarie. Un giorno sarà necessaria anche la mia, oggi non lo è, lo penso e lo ripenso, mentre con rapidità smonto il mio SAKO e torno nell’ombra della quale mi nutro, nella quale abito, ventre molle e matrigno che mi ha sputato fuori alla luce del sole malato che tenta, invano, di riportarci alla luce.

0 likes no responses
25/03/16 News

L’ultima intervista vince il premio della critica al Premio Città di Cattolica 2016

L’ultima intervista vince il premio della critica al Premio Città di Cattolica 2016

L’ultima intervista ha vinto il premio della critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Io sono molto felice, Guglielmo si sta spaccando di frizzantini, rustichelle, sabbione comprato in Via Zamboni e gin tonic di pessimo livello. Evviva!

0 likes no responses
12/03/16 L'ultima stazione del mio treno

Il giusto riposo

Il giusto riposo

La guerra, quella vera, dicono i vecchi, l’abbiamo vissuta noi. Conosciuta tra le pieghe della fame, del terrore e nell’umido delle lacrime che abbiamo finito, piangendo solo con la voce spezzata, perché era quella l’unica cosa che ci era rimasta. Questo dicevano i vecchi, la memoria storica di ciò che è stato. Voi giovani, le loro frasi iniziano sempre così. Noi giovani cosa ne sappiamo, pensano loro. Questa cosa mi fa arrabbiare, così tanto che, quella di guerra di cui parlano loro, gliela porterei ancora, con tutta la forza di cui sono capace, la farei tornare nei loro giorni, nelle loro case. Oggi io sono un soldato, non di quelli ufficiali, di quelli senza bandiera, senza onore. Io combatto perché non ho avuto scelta, loro hanno avuto medaglie, ricordi, compagni con cui ricordare. Io ho il tempo di una Marlboro di contrabbando per fermarmi e riflettere prima che il vento ricominci a soffiare nella speranza che una raffica non mi porti via.

0 likes no responses
29/02/16 L'ultima stazione del mio treno

Vent’anni

Vent’anni

Avevo solo vent’anni.

Mia madre era morta, mio padre non aveva voluto saperne, avevo già conosciuto l’omicidio, la guerra, l’odore della polvere da sparo, della carne umana bruciata. Avevo già ascoltato parole oscure da chi avrebbe dovuto preservare l’ordine e garantire futuro alle generazioni a venire, avevo già sentito l’urlo straziante di una madre a cui erano stati uccisi i figli. Avevo visto sangue, morte, incrociato occhi ai quali era stato negato ogni possibile futuro se non quello verniciato d’odio e rancore.

Avevo solo vent’anni.

Oggi ne ho quarantacinque, sono ancora qua, il mondo non è cambiato. Si sacrifica la dignità di oggi in nome delle guerre che faremo domani, domani guadagnerò ancora il mio pane, il mio vino e le mie cicatrici.

0 likes no responses
29/02/16 News # , , , ,

Marzo

Marzo

Ciao a tutti. Per il mese di marzo non sono previste al momento presentazioni de “L’ultima intervista”, ci vedremo per due appuntamenti dell’antologia “Denti” edita Fernandel.

1 marzo, Budrio (BO), ore 20.45, Libreria Biblion in Via Benni 5, con Gianluca Morozzi;

5 marzo, Ravenna, ore 18.00, Libreria Liberamente in Via L.B. Alberti 38, con Gianluca Morozzi.

0 likes no responses
24/02/16 L'ultima stazione del mio treno

Le cose che tolgono

Le cose che tolgono

Una vecchia tazza di latta piena d’acqua piovana giace ai piedi di un letto, un giaciglio di ferro e cartone. Disumano. Inospitale. Ghiacciato. La stanza in cui un uomo sta riposando somiglia più a una di quelle che avremmo potuto trovare in uno di quei manicomi lager degli anni settanta nel nostro paese. Qua non siamo in Italia, però. Ci sono alcuni chilometri che separano quello che viene considerato un uomo nonostante abbia solo vent’anni e quella che un tempo lui avrebbe anche potuto chiamare casa, se solo glielo avessero permesso. Lui è diventato uomo, secondo quello che è stato uno dei suoi comandanti in passato, dopo il primo colpo andato a segno, dopo aver tolto la vita per la prima volta. Tutto il resto è stato automatismo, movimenti muscolari, null’altro.

Gianni si alza, accende una Camel avendone prima tolto il filtro. Beve un sorso d’acqua dalla tazza di latta. Si gode un momento di nulla, di pensieri sciocchi, di voglia di qualcosa di buono da mangiare, il ricordo dell’odore del pane e quella sensazione piacevole delle lenzuola pulite sul proprio corpo nudo.

Ricorda ciò che non c’è.

Ricorda quel che può.

La Camel è a metà mentre gli occhi di Gianni cadono su un cartello stradale al di fuori della finestra della stanza. Vukovar recita la scritta. Croazia. Oggi è il 31 agosto 1991, da qualche giorno l’Armata Popolare Jugoslava sta assediando la città. Lui riceverà duecentomila dollari appena ucciderà il comandante degli assedianti. I croati e gli americani pagano bene, pensa mentre carica il proprio fucile Sako ed esce dal suo nascondiglio, affamato di soldi, sangue e morte, avendo ben presente da dove nasca il suo odio, da una mancanza, come tutte le cose che tolgono e non danno, mai.

 

0 likes no responses
07/02/16 I passeggeri del mese

I passeggeri del mese: Alessio Romano

I passeggeri del mese: Alessio Romano

Oggi parliamo con grandissimo piacere con Alessio Romano, nato a Pescara nel 1978. Ha studiato a Bologna e presso la Scuola Holden di Torino. Ha esordito con il romanzo “Paradise for all” (Fazi, 2005), giudicato da molti critici come uno dei migliori debutti letterari degli ultimi anni. “Solo sigari quando è festa” (Bompiani 2015) è il suo secondo romanzo.

Chi è Alessio Romano?

La prima risposta che mi viene in mente è questa: un narratore innamorato delle storie.

Il tuo ultimo romanzo è “Solo sigari quando è festa” edito Bompiani. A quanto so è stato un lavoro che ha richiesto una lunga gestazione. Ci puoi raccontare come hai costruito la storia? Il contesto nel quale hai deciso di ambientare il tuo romanzo è una realtà che tu conosci bene, l’Aquila, essendo tu abruzzese, nello specifico hai voluto dare come sfondo alle vicende di Nick e del Ragno il sisma che ha colpito quella terra, come mai questa scelta?

Nella scrittura di “Solo sigari quando è festa” ho voluto cristallizzare su carta delle forti emozioni ed esperienze che sono legate alla tragedia del sisma del 2009. La cosa che più mi ha colpito di quella tragedia (al di là di tutte le tristi storie di malcostume e di alcune tragiche scelte legate alla ricostruzione) è stata proprio quella dell’idea di una morte così improvvisa e assurda, il crollo di ogni certezza, il sentire la terra tremare sotto i piedi, in pochi istanti che possono cancellare ogni cosa. Il genere del thriller (dall’inglese “to thrill”, tremare, rabbrividire), mi è sembrata la scelta più efficace. Il thriller è il genere dove il protagonista rischia di morire e da questo punto di vista può essere piegato in senso esistenziale, come ho cercato di fare io. Ovviamente il romanzo è poi diventato una lunga dichiarazione d’amore per la mia regione, l’Abruzzo, e la sua gente, la sua natura e, perché no?, anche i suoi prodotti gastronomici.

Nel tuo romanzo hai dato molto spazio a Facebook. E’ stata una scelta narrativa o hai voluto lanciare un messaggio specifico? Che rapporto hai con i social media?

Mi premeva raccontare un fenomeno che mi interessa molto. Così è nato Il Ragno, il serial killer che colpisce tramite una richiesta di amicizia in grado di trasformasi in un incubo. Io credo di avere un rapporto tutto sommato “sano” con Facebook (lo uso molto per promuovere la mia attività di scrittore e di organizzatore di eventi culturali, oltre che per tenermi in contatto con amici che lo sono prima di tutto nella vita reale); ma ho sempre di più l’impressione che dietro la diffusione dei social ci sia un problema di esibizionismo; la voglia di trasformare in pubblica la nostra vita privata, rinunciando (senza preoccuparci delle conseguenze) al diritto alla privacy.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ce ne sono davvero molti, tutti più o meno legati alla scrittura. Ma per ora preferisco parlarti dell’unico certo. La pubblicazione, prevista per la prossima primavera, nella collana dei Tascabili Bompiani del mio primo romanzo: Paradise for All, uscito dieci anni fa. È una cosa di cui sono davvero molto orgoglioso e soddisfatto. E anche curioso di riaffrontare e rileggere un testo che non tocco più da così tanti anni. Mi fa uno strano effetto.

0 likes no responses
05/02/16 News # , , ,

Febbraio

Febbraio

Ciao a tutti! Ecco gli appuntamenti di febbraio con L’ultima intervista e Denti.

4 febbraio Guidizzolo (MN) ore 21.00 presso la Biblioteca Comunale, Via IV Novembre 49, con Federica Belleri presenterò L’ultima intervista;

6 febbraio San Giovanni in Persiceto (BO) ore 17.30 presso la Cartolibreria Il Melograno, Piazza Carducci 3, presentazione di Denti con tutti gli autori;

20 febbraio Modena (MO) ore 18.30 al BUK Fiera della piccola e media editoria, con Federica Belleri presenterò L’ultima intervista nella Sala Costoli Sapio.

0 likes no responses
Fazzoletto da tasca colorato, occhiali sulla punta del naso per darmi un tono, centomila idee nelle tasche e bollicine nel bicchiere. Questo sono io.
Drammi Quotidiani on Twitter
Archivi
1 2 3 4 51