October 22, 2017 at 8:46 pm

Paura

Paura

La paura, la conosco bene quella cosa lì, io sono come sono oggi solo grazie, o meglio, per colpa della paura e di ciò che ha significato per me provare quella sensazione. La prima volta è stato molto tempo fa, ero una bambina, ero a casa con mio fratello, i nostri genitori si erano allontanati per una commissione. Io avevo cinque anni e lui sette. Fuori imperversava un temporale, tuoni, fulmini, vento forte, insomma c’era l’inferno al di là di quelle finestre e per un bambina piccola non è qualcosa di facile da gestire, ma se al tuo fianco c’è tuo fratello più grande magari la cosa potrebbe essere meno difficile. D’un tratto un fulmine cadde non troppo lontano da una centralina elettrica e la luce abbandonò le case del nostro quartiere romano della prima periferia. Ricordo ancora la sensazione che mi prese dritta alla gola, quasi volesse soffocarmi, mi sentivo spaesata, il buio mi inghiottì facendomi perdere ogni riferimento, cercai mio fratello, che avrebbe dovuto essere a pochi passi da me, ma lui non si fece trovare, lasciandomi in balia dello smarrimento. Poi mi apparse davanti al viso, mentre con una torcia si stava illuminando il volto, ridendo in modo sguaiato, solo per il gusto di farmi paura. Urlai, terrorizzata, qualcosa mi fece trovare la forza di afferrare la torcia che lui teneva fra le mani e poi, senza nemmeno rendermene conto, cominciai a picchiarlo. Non mi limitai a uno schiaffo, non mi limitai a sbattergli sul capo la torcia una, due, tre, quattro, cinque, sei volte, quella forza oscura mi fece prendere la testa di Marco e me la fece sbattere sul pavimento alcune volte. In quel momento tornarono i nostri genitori, tornò la luce e tutto il mondo mi vide coperta dal sangue di mio fratello, dalle lacrime del terrore, abbandonata da quella forza che tutto questo mi aveva fatto fare, abbandonandomi al destino di essere considerata una violenta, una pazza, senza nessuno che pensasse al fatto che fossi solo una bambina spaventata.

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