Paolo Panzacchi
L'ultima stazione del mio treno

May 18, 2024 at 12:02 am

I passeggeri del mese: Elisabetta Cametti

I passeggeri del mese: Elisabetta Cametti

Oggi parliamo con grande piacere con Elisabetta Cametti, nata 1970 in una piccola località ai piedi del Monte Rosa. Si è laureata in Economia e Commercio e ha intrapreso la strada del marketing. Dopo circa vent’anni di esperienza in importanti multinazionali, ha scelto di dedicarsi alla sua passione di sempre iniziando così la carriera di scrittrice. Con Giunti ha pubblicato i primi due romanzi con protagonista Katherine Sinclaire, “K I guardiani della storia” e il più recente, “K Nel mare del tempo”.

Chi è Elisabetta Cametti?

Sono una donna che viaggia con due bagagli. Quello delle esperienze, che contiene la vita fino a qui vissuta: i traguardi raggiunti ma anche gli sbagli fatti, i momenti da ricordare così come le ferite subite. E quello dei sogni, in cui trovo la forza per non mollare mai.

Il tuo ultimo romanzo è “K Nel mare del tempo”, la protagonista è sempre Katherine Sinclaire, in queste pagine si conferma il forte legame con le civiltà del passato che hai voluto dare a questo tuo progetto, come già emergeva nel tuo primo lavoro “K I guardiani della storia”. Come mai questa scelta? Leggendo i tuoi romanzi si nota la ricchezza di dettagli con cui vengono descritti questi antichi popoli, ci racconti come svolgi e quanta importanza ha la attività di ricerca in tutto questo?

Mi diverte scrivere trame complesse, ricche di personaggi le cui storie si intrecciano, di misteri che mentre si dipanano conducono a nuovi enigmi, di cambi di rotta capaci di sorprendere. E ho voluto che in questa serie di romanzi emergesse una donna: Katherine. Una donna intensa, vera. L’avventura scaturisce proprio dalla volontà di unire l’alta tensione alle verità storiche, gli intrighi a luoghi inaccessibili, l’azione al sentimento. In K I guardiani della storia i protagonisti di sfondo sono gli etruschi. Per K Nel mare del tempo ho scelto il Medioevo e gli ittiti. Il Medioevo lo sentiamo seguendo le tracce di Angelica nei rifugi in cui si era nascosto Fra Dolcino, famoso eretico citato da Dante nell’Inferno, tra i seminatori di discordia. Gli ittiti nutrono la mia passione per i popoli dimenticati dalla storia. Sono vissuti tra il 1800 e il 700 a.C. in Anatolia, l’attuale Turchia. Erano abili guerrieri con smisurate brame espansionistiche ed esperti costruttori di città sotterranee. È stata l’archeologia moderna a portare alla luce templi, bassorilievi, ma soprattutto cinque biblioteche di trentamila tavolette di argilla scritte in un idioma che ha richiesto un secolo di studi per essere decifrato. L’approfondimento è una delle fasi fondamentali per la stesura di un romanzo. E anche una delle più stimolanti. Una volta scelto il periodo storico, leggo quanto disponibile sull’argomento e mi faccio aiutare da esperti. Però non studio solo la storia dei periodi trattati, ma mi affascina investigare su tutti i temi. Così se Patrick Wilde è un archeologo appassionato di nuove tecnologie, esamino gli ultimi rapporti dell’Air Force americana per l’impiego di onde radio che inviate nella ionosfera rimbalzano a terra e consentono di scoprire cavità o bunker sotterranei. Se Isaac Sion vuole capire i segreti nascosti in un dipinto antico mi documento sui metodi scientifici all’avanguardia per l’analisi delle opere d’arte. E in questi giorni sto cercando di districarmi nell’ingarbugliata rete degli hacker. Nulla è lasciato al caso e per me è importante che il lettore lo percepisca.

Kathrine Sinclaire è stata accostata a Robert Langdon, il personaggio di Dan Brown. E’ un paragone che ti piace? Quanto di te c’è in Katherine?

Dan Brown ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Significa che ha saputo interessare lettori con abitudini, esperienze e culture diverse. Non è facile, non è da tutti. Che dire? È un paragone che profuma di buono. Katherine come me vive di momenti: non guarda mai al passato, non carica il futuro di troppe attese e cerca di dare un senso al presente. Qualsiasi cosa succeda, non smette mai di sognare… perché il tempo dedicato a costruire i sogni ha la forza di rendere possibile l’impossibile. In Katherine le mie esperienze si fondono con le mie aspirazioni. Katherine è la parte di me che non vede ostacoli, che non si preoccupa delle conseguenze. La mia voce amplificata all’ennesima potenza per urlare i valori in cui credo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

La pubblicazione di una nuova serie di thriller, con una nuova protagonista, sempre con una K nel nome. E la trasposizione cinematografica di K I guardiani della storia e K Nel mare del tempo.

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