Paolo Panzacchi
L'ultima stazione del mio treno

August 5, 2020 at 9:55 pm

I passeggeri del mese: Andrea Pelacani

I passeggeri del mese: Andrea Pelacani

Oggi parliamo con grande piacere con Andrea Pelacani nato nel 1977, bolognese di Argelato e residente a Poggio Renatico, è tifoso per motivi anagrafici solo dalla seconda metà degli anni Ottanta con il Puffo Marronaro come primo idolo giovanile, allena con passione i pulcini del suo paese d’origine, ama le letture sportive e ha una sola grande certezza: non smetterà mai di seguire il Bologna. Ci ha regalato il suo primo libro, edito Maglio Editore, “Da sindaco della fascia, alla fascia di sindaco – Il Bologna di Carlo Nervo”.

Chi è Andrea Pelacani?

Sono un impiegato postale grande appassionato di letture sportive, in primis di storie di calcio e ovviamente di tutto ciò che concerne il Bologna, di cui sono un tifoso fedele (sono abbonato da oltre vent’anni, ma solo per motivi anagrafici..) e nostalgico. Qualche anno fa, quando il mio palpitante seguire fin da bambino delle sorti di questa squadra si unisce alla mia facilità nel ricordare tanti eventi legati ad una maglia a due ben distinti e imprescindibili colori, l’idea di effettuare un’incursione nel campo della scrittura da vero e proprio protagonista mi entra a gambe unite nel cervello. Si tratta di un’esperienza per me inedita e dal sapore di sfida personale, ma che decido di raccogliere senza paura in quanto mi reputo un discreto “custode della memoria”, una sorta di piccolo “Civ” della Bassa, giusto per fare un paragone, forse improbabile ma convincente, quasi da Davide (io) contro Golia (Gianfranco Civolani). E poi se qualche amico mi ha affibbiato il soprannome di “Almanacco” un motivo ci deve pur essere… Passare dunque dalla mente alla tastiera diventa semplice ma nello stesso tempo impegnativo. D’altronde, riuscire a coniugare lavoro, famiglia (sono sposato con Federica e abito a Poggio Renatico) e impegni vari (alleno ad Argelato, mio paese d’origine, la squadra locale degli Esordienti) non è mai una formalità.

“Da sindaco della fascia, alla fascia di sindaco” racconta la storia di uno dei calciatori più rappresentativi del Bologna degli ultimi anni, quella di Carlo Nervo. Come mai hai scelto di parlarci proprio di lui? Che ricordo hai di questo giocatore?

Vorrei prima di tutto precisare che non si tratta della classica biografia dedicata ad un calciatore ma il mio è racconto che abbraccia un periodo preciso della storia rossoblu, ovvero dal 1994 al 2007, anni che hanno visto passare da queste parti campioni di rango internazionale e mondiale, oltre a tecnici di valore e dal carisma inequivocabile. Baggio, Signori, Ulivieri, Mazzone non sono affatto nomi messi giù a caso… Carlo Nervo è a mio avviso il giocatore che rappresenta al meglio questa era calcistica e ho cercato quindi di elevare al rango di protagonista proprio lui, l’indimenticata eclettica ala destra vicentina, il recordman di presenze degli ultimi quarant’anni, dalla C alla A con il Bologna, passando per l’Europa e riuscendo persino ad indossare la maglia azzurra della Nazionale. Senza dubbio tra i giocatori più amati di sempre dai tifosi per la professionalità, l’umiltà e l’abnegazione con cui ha solcato per anni il lato destro del campo . Il mio è anche un omaggio indiretto al presidente Gazzoni, l’uomo della rinascita. Se poi c’è stata in seguito una discutibile caduta, questa è un’altra storia. Mi ha inoltre incuriosito il percorso post calcistico di Carlo, diventato primo cittadino del suo paese d’origine, Solagna, e nel contempo imprenditore nel settore dell’arredamento. In poche parole, con questo volume mi sono di fatto autoproclamato portatore sano dell’affetto dei tifosi nei confronti di questo ottimo giocatore, persona gentile e garbata che ho avuto il piacere di conoscere e che nonostante gli anni trascorsi dal suo addio al calcio, non ha lasciato veri e propri “eredi” sul campo. Ali come Nervo da queste parti sono ormai in via d’estinzione.

Nel tuo libro ci hai fatto rivivere i grandi fasti di un Bologna Football Club che ormai sembra svanito nella memoria. Quali episodi, da tifoso, ricordi con maggior emozione del periodo dei rossoblu che hai descritto in queste pagine?

Ce sono vari ma senza alcun dubbio l’incornata rabbiosa di Giorgio Bresciani al Chievo, rete al fotofinish che valse la promozione in A nella stagione 1995-96, occupa il primo posto nella mia personale top five…quell’urlo dello stadio da pelle d’oca perenne ancora non lo dimentico, peccato, che il cross vincente l’abbia effettuato Doni e non Carletto, per non parlare poi dell’arrivo di Roby Baggio, certe sue reti mi hanno addirittura commosso. Il ritorno in Europa con il gol di Nervo a Lisbona. Il 3-0 inflitto alla Juve di Lippi in mezz’ora, la cavalcata europea con la finalissima sfiorata! Momenti intensi di storia rossoblu, nostalgia più che canaglia quando si pensa al presente.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Prima di tutto spero che il Bologna ritorni in fretta agli antichi (ma non troppo) fasti. La nuova società ha tutte le carte in regola per farlo. Dal canto mio,non mi reputo ovviamente uno scrittore ma resto un tifoso devoto. La lettura e la scrittura mi appassionano sempre e al momento sto ricercando e raccogliendo il materiale per un altro progetto, ovviamente sul genere calcistico-letterario.. e quale altrimenti,no? Ho già le idee chiare su come predisporre il lavoro che quando si fa con passione si trasforma sempre in puro divertimento.. se poi in futuro diventerà un libro ne sarò ben lieto… intanto Forza Bologna!!

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