Paolo Panzacchi
L'ultima stazione del mio treno

June 16, 2024 at 2:56 pm

I passeggeri del mese: Luca Poldelmengo

I passeggeri del mese: Luca Poldelmengo

Oggi parliamo con grande piacere con Luca Poldelmengo, scrittore e sceneggiatore romano. Nel 2007 esce al cinema “Cemento armato” per Rai Cinema, di cui Luca firma il soggetto e collabora alla sceneggiatura con Fausto Brizzi e Marco Martani. Nel 2009 arriva l’esordio nella letteratura noir con “Odia il prossimo tuo” edito Kowalski, romanzo finalista al premio Azzeccagarbugli e vincitore del Premio Crovi come opera prima.Nel 2012 per Edizioni Piemme esce “L’uomo nero”, finalista per il Premio Scerbanenco. A fine 2014 ci ha regalato la sua ultima fatica, “Nel posto sbagliato” per Edizioni e/o nella collana Sabotage diretta da Colomba Rossi e Massimo Carlotto.

Chi è Luca Poldelmengo?

Un uomo che ama le storie, le proprie ma anche e soprattutto quelle degli altri. Una bella storia, che sia narrata in un romanzo, in un film, in una serie tv o in un fumetto, ma anche in altri tipi di narrazione, è ciò che più mi entusiasma. È ciò che facciamo da sempre, come razza umana intendo: raccontarci storie. Per condividere i nostri valori, per esorcizzare le nostre paure, per concretizzare i nostri sogni, in due parole per esistere.

Il tuo ultimo romanzo è “Nel posto sbagliato” edito e/o. Ci parli di un mondo apparentemente molto differente da quello che stiamo vivendo, dominato da una tecnologia avanzata e dalle indagini della RED, la squadra di investigazione segreta legata a Benedetto Lacroix e comandata da Vincent Tripaldi. Com’è nata l’idea di questo romanzo? Centrale è anche il legame di Vincent col fratello gemello Nicolas, cosa ci dici di questi due personaggi?

Ma sinceramente vivo il mondo della metropoli occidentale dove è ambientato il romanzo come molto vicino al nostro, non parlerei nemmeno di fantascienza ma di una storia ucronica. In fondo ciò che nella mia storia è futuribile accade di nascosto ai comuni cittadini, quindi, per quanto ne sappiamo, potrebbe in realtà accadere già ora, a nostra insaputa. La stessa ipnosi investigativa, uno dei cardini della mia narrazione, è una realtà legalmente riconosciuta in molte democrazie occidentali. Riguardo a Vincent e Nicolas, i due protagonisti del mio romanzo, ho voluto raccontare il rapporto tra due gemelli perché, nella vita vera, sono il fratello maggiore di due gemelli e ho avuto negli anni un punto di osservazione privilegiato su questo particolarissimo rapporto. Nelle storie in cui mi sono imbattuto ho spesso trovato i gemelli raccontati con facili stereotipi, specie nella narrativa di genere; così ho voluto raccontare due gemelli “veri”, che vivono il loro status da due punti di vista opposti, eppure, forse, inseparabili(cit).

Nel 2007 hai sceneggiato “Cemento armato”, film nel quale ha recitato anche Giorgio Faletti. Cinema e letteratura, due dimensioni affini ma su due piani differenti, a quale ti senti più vicino e perchè?

Come rispondevo alla prima domanda per me contano solo le storie, il linguaggio con cui narrarle è un mezzo, non il fine. A volte lo scelgo perché più adatto, altre sono le possibilità produttive a scegliere per me. Fossi vissuto nel 400 probabilmente avrei imparato a suonare il liuto. L’importante è che io riesca a raccontare ciò che voglio.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Vari, in questo momento in particolare molto vari. Ho finito un altro romanzo, mi hanno chiesto di lavorare al seguito di Nel posto sbagliato, sto scrivendo insieme a un affermato sceneggiatore una proposta di trasposizione seriale sempre di questo romanzo, forse sceneggerò una graphic novel tratta da un progetto inizialmente pensato per la tv con un collettivo di sceneggiatori con cui collaboro. Poi vediamo… è arrivata in questi giorni in libreria la prima antologia curata da me(insieme ad Andrea Cotti) Roma a mano armata, Novecento editore; e sempre in questi giorni sta uscendo in Francia il mio secondo romanzo L’homme noir. Mi pare sia tutto, ma di sicuro ho dimenticato qualcosa.

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