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	<title>Paolo Panzacchi &#187; I passeggeri del mese Stefano Bonazzi A bocca chiusa Newton Compton</title>
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	<description>Italian writer, italian dreamer</description>
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		<title>I passeggeri del mese: Stefano Bonazzi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 20:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Panzacchi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[I passeggeri del mese Stefano Bonazzi A bocca chiusa Newton Compton]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parliamo con Stefano Bonazzi scrittore e artista grafico ferrarese. Il suo esordio come autore è stato &#8220;A bocca chiusa&#8221; edito Newton Compton, definito geniale, intelligente e arguto. Chi è Stefano Bonazzi? Sono un mammifero bipede sei giorni su sette (il sabato in genere deambulo anche sulle mani in base al tasso alcolico), formato dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi parliamo con Stefano Bonazzi scrittore e artista grafico ferrarese. Il suo esordio come autore è stato &#8220;A bocca chiusa&#8221; edito Newton Compton, definito geniale, intelligente e arguto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è Stefano Bonazzi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono un mammifero bipede sei giorni su sette (il sabato in genere deambulo anche sulle mani in base al tasso alcolico), formato dal 99% d&#8217;insicurezze, fobie, ossessioni, deliri, scadenze e da un 1% di determinazione. Alla fine è proprio quel 1% per cento che mi sprona ancora a provarci ancora. A far cosa? Mah, forse a lanciare un lieve assolo di pianoforte in questo mare di megafoni isterici, la cosa buffa però, è che io non so suonare nemmeno un accordo.<br />
Questo è quello che sono davvero, poi certo c&#8217;è la parte biografica/istituzionale che si può riassumere così: ho iniziato a 14 anni servendo caffè e riempiendo cannoli (ogni mattina ustionandomi i polpastrelli perché in una pasticceria non c&#8217;è mai tempo per aspettare le giuste temperature), ho comprato la mia prima reflex digitale a 19, mi sono buttato nel mondo dei paciughi digitali a 21 in cerca di una cura a quei bastardi attacchi di panico che non mi permettevano di godermi nemmeno una doccia in santa pace.<br />
Ah, già, poi ho fatto qualche mostra in giro per l&#8217;Europa e ho scritto un libro, ma di questo penso ne parleremo qualche riga sotto, no?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esattamente. A bocca chiusa, il tuo romanzo d&#8217;esordio edito newton Compton, e&#8217; duro, forte, la storia di un bambino che vive in periferia in una situazione familiare difficile. Com&#8217;è nata questa idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; nata principalmente dalla rabbia. Ogni pagina è uno sfogo personale. Verso cosa? Bah, ormai non lo so più nemmeno io. Diciamo verso la vita, la società ed i rapporti superficiali, si diciamo così, che fa tanto &#8220;canzone di Ligabue&#8221;, mette d&#8217;accordo un po&#8217; tutti e magari mi aiuta a piazzare qualche copia in più. Molti editori hanno rifiutato questo libro dicendo che i suoi protagonisti sono &#8220;troppo grotteschi&#8221; ed il lettore avrebbe faticato ad identificarsi in essi. Peccato che la maggior parte di questi editori non viva in un appartamento del comune nella periferia di Ferrara, che poi è la periferia di qualsiasi città, di qualsiasi nazione, stato, pianeta.<br />
Ci saranno sempre periferie a disposizione per scrittori in cerca di storie forti, che magari le percorrono con le cuffie nelle orecchie, in una domenica d&#8217;inverno, senza una mano da stringere, un abbraccio in cui rifugiarsi.<br />
Ecco, adesso che vi ho commosso al punto giusto, siete davvero pronti per leggerlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano, i tuoi lavori di grafica sono molto suggestivi e di grande impatto. A quale dei tuoi progetti sei più legato? Fra scrittura e grafica quale dimensione senti a te maggiormente vicino?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono nato come fotografo, ma vorrei schiattare come scrittore. Penso che la fotografia sia comunque un medium meno immediato della scrittura. La fotografia è schiava di limiti (tecnici e pratici), la scrittura no. Prendi un foglio di carta e una penna (ma basta anche una matita dell&#8217;Ikea) e inizi a costruire mondi. Quale altro strumento è tanto potente?<br />
Certo le fotografia è stato il mio primo amore e, soprattutto, mi ha fatto passare gli attacchi di panico, di questo gliene sarò sempre grato, ma ho il timore che un giorno (presto o tardi) potrei esaurire le idee (e le diottrie). In fondo sono ormai 10 anni che attingo da essa, quindi devo prepararmi alla prospettiva. Chissà, magari sarà l&#8217;occasione per iniziare a studiare pianoforte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre a studiare pianoforte, quali altri sono i tuoi progetti per il futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In genere tendo spesso a confondere i progetti con i sogni, sono un cinico disilluso sognatore (che poi sarebbe quasi un controsenso, ma tanto io adoro i controsensi), quindi questa volta cercherò di fare un po&#8217; d&#8217;ordine.<br />
Progetti ideali:<br />
&#8211; pubblicare la nuova serie fotografica ed essere recensito da Empty Kingdom;<br />
&#8211; pubblicare un bestseller da Premio Nobel, che riesca a convincere intellettuali e casalinghe di Voghiera senza spargimenti di sangue;<br />
&#8211; una mostra personale a Camden Town;<br />
&#8211; un loft con vista su Hyde Park (ma mi accontento anche di uno scorcio dei Navigli);<br />
&#8211; un Maine Coon di un metro e mezzo (cercate su Google se non sapete cosa sia);<br />
&#8211; poter stringere la mano di persona a Gottfried Helnwein (idem come sopra).<br />
Progetti realizzabili:<br />
&#8211; una nuova serie fotografica;<br />
&#8211; (tentare di) pubblicare un altro libro;<br />
&#8211; una mostra personale a Bologna;<br />
&#8211; un monolocale di 36mq, preferibilmente non troppo lontano dal centro di Ferrara.<br />
Grazie Paolo per aver ospitato i miei vaneggiamenti e grazie anche a chi deciderà di dedicargli i 4minuti e 37 secondi necessari per arrivare alla fine dell&#8217;articolo (io almeno ho impiegato tanto, però io leggo in fretta. Troppo in fretta).</p>
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