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	<title>Paolo Panzacchi &#187; Gian Luca A. Lamborizio</title>
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	<description>Italian writer, italian dreamer</description>
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		<title>I passeggeri del mese: Gian Luca A. Lamborizio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 14:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Panzacchi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I passeggeri del mese]]></category>
		<category><![CDATA[Eretica Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca A. Lamborizio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi parliamo con grande piacere con Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico; ad essi ha affiancato lo studio del Cinese. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi.” e collabora con settimanali e con la rivista online MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi. Da poco è uscito per Eretica Edizioni il suo nuovo libro, “Penombra”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è Gian Luca A. Lamborizio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uno che fino ai tempi del liceo odiava scrivere e ai temi preferiva i riassunti. Passando all&#8217;università, oltre ai classici ho iniziato a leggere altri generi, soprattutto thriller e noir e da lì ho iniziato a lavorare con la fantasia. Ad un certo punto, poi, ho deciso di mettermi in gioco in prima persona e tentare di scrivere qualcosa di mio. Dopo la partecipazione ad alcuni concorsi letterari, la collaborazione con settimanali e riviste e l&#8217;uscita, tramite self publishing, di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi”, sono arrivato alla pubblicazione di “Penombra”. Ora la scrittura è parte importante di tutte le mie giornate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per il tuo libro &#8220;Penombra&#8221;hai scelto una chiave narrativa particolare, una serie di racconti collegati tra loro. Come mai hai fatto questa scelta? Ci racconti com&#8217;è nato il personaggio del Commissaro Molteni e la sua psicologia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I cinque racconti di “Penombra”, sebbene trattino di argomenti diversi tra loro e solo in alcuni si trovi lo stesso protagonista, presentano effettivamente degli elementi comuni. In primis, senza dubbio, la penombra, elemento ricorrente e che descrive sia i vari ambienti esterni in cui i personaggi si muovono, sia il lato oscuro che tengono celato dentro di sè. Quindi “penombra” sia in senso fisico che come metafora della psiche umana. E qui arriviamo ad un altro elemento comune e al motivo per cui ho deciso di scrivere più racconti. Il mio intento era proprio quello di far entrare il lettore in alcune menti criminali e malate, non limitandomi però a raccontare “il mostro” e i suoi misfatti, bensì cercando di far capire cosa può spingere delle persone, apparentemente normali, a compiere orrendi delitti.<br />
Il commissario Molteni è, oserei dire, una persona normale, sicuramente non un super eroe o uno 007. Un giovane uomo già segnato da tragici eventi, che affronta i casi che deve risolvere con dedizione, attenzione per i dettagli e molta umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre a essere un autore collabori anche con MilanoNera. Ci parli di questa tua esperienza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;esperienza nata quasi per caso, da una proposta editoriale. Da lì sono entrato in contatto con la mitica Cristina e con la realtà di MilanoNera. Mi occupo di recensire le nuove uscite nel panorama letterario thriller e noir e di intervistare gli autori. Un&#8217;esperienza indubbiamente positiva e interessante perché mi permette di leggere molto, di valutare i vari generi e stili e di conoscere alcuni dei più brillanti scrittori del momento, da cui ho sicuramente molto da imparare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i tuoi progetti per il futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono in attesa dei risultati di un concorso nazionale a cui ho partecipato e quindi incrocio le dita. Inoltre sto lavorando ad un nuovo libro, un romanzo questa volta. Si tratta sempre di un noir, lo definirei un noir psicologico, scritto in prima persona, e sarà presente anche il commissario Molteni. Però, anche se non voglio anticipare troppo, posso dire che non sarà lui il protagonista assoluto; questa volta ho voluto cambiare prospettiva.</p>
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